Barbara Sheppard Williams con Heather Danae Williams: La Saggezza dei Bambini, Aras Edizioni

Bisogna coltivare il bambino che è in noi. Quante volte abbiamo sentito questa frase e quante volte abbiamo provato a tradurla in qualcosa di concreto, in una forma di riconnessione con quel lato che crescendo resta nascosto ma che ci portiamo dentro e che troppo spesso rimane soffocato dalle angosce della vita adulta.

L’idea di recuperare un legame con la parte più innocente della nostra personalità, quella legata agli aspetti più emozionali e istintivi della vita è una teoria che nel corso del tempo si è sviluppata fino a manifestarsi in tutta la sua importanza, tanto che oggi è un tema ricorrente in numerosi ambiti culturali e scientifici.

Eppure proprio nel mondo della scuola e, in generale, nella dimensione dell’apprendimento, i bambini sembrano non essere al centro dell’attenzione. A dominare sono, ancora e sempre, gli adulti con le loro regole e sistemi rigidamente strutturati che spinge istituzioni, ma anche educatori e genitori a considerare i più piccoli come (so)oggetti da plasmare perché inconsapevoli di quali siano i propri bisogni.

Chi ha la fortuna di poter interagire con dei bambini si sarà reso conto che, contrariamente ad una visione così riduttiva del loro ruolo e delle capacità di cui sono dotati, spesso sono in grado di mettere in pratica un sistema di valori non troppo dissimili da quello degli adulti, tanto che si può arrivare a parlare di una vera e propria “saggezza dei bambini”.

A questo tema, affascinante e in parte ancora da scoprire, è dedicato “La saggezza dei bambini”, il saggio pubblicato da Aras Edizioni e firmato da Barbara e Heather Williams, madre e figlia che hanno deciso di condividere la propria esperienza maturata e sviluppata nell’ambito di un innovativo sistema nato negli Stati Uniti e chiamato “Kids’ Workshop”.

L’idea di fondo, che coniuga aspetti culturali tipicamente occidentale con altre esperienze, soprattutto quelle dei nativi americani, è semplice e allo stesso tempo sorprendente perché mette al centro dell’attenzione del sistema scolastico i bambini, visti non più come meri “serbatoi” in cui riversare nozioni e regole ma, piuttosto, come terreni fertili da coltivare, nei quali vi sono già instillati tutti gli elementi fondamentali affinché conoscenza e sviluppo della personalità possano progredire in modo naturale.

Il “seme” fondamentale è rappresentato dalla saggezza, che non sarebbe qualcosa da costruire con la crescita, ma una qualità pre-esistente in tutti gli esseri umani, in grado di emergere fin dalla più tenera età. La saggezza dei bambini diventa così una linea guida che gli stessi educatori devono essere in grado di seguire e di far fluire senza imporre ai loro piccoli allievi meccanismi preconfezionati che tendono a soffocarne la naturale saggezza. L’idea di fondo del metodo sviluppato dalle Williams è che i bambini, contrariamente al comune pensare, per diventare saggi non devono trasformarsi in adulti, essendo già dotati naturalmente di una componente di saggezza che va solo incentivata affinché crescendo possa ulteriormente maturare in funzione delle esperienze di vita.

Il metodo “Kids’ Workshop” ha incontrato nel corso del tempo il favore di numerosi educatori e psicologi, tutti concordi nel ritenere che un percorso orientato alla constatazione che i bambini vanno intesi come esseri umani saggi a prescindere dall’età sia anche quello capace di svilupparne le capacità di apprendimento, anche quando vivono in contesti familiari e socio-culturali difficili o risultano affetti da problematiche come il deficit dell’attenzione.

Tuttavia il libro pubblicato da Aras Edizioni non è il solito trattato per addetti ai lavori ma, piuttosto, la cronaca sincera di come il metodo è stato sviluppato attraverso i laboratori esperienziali che, prima negli Stati Uniti e poi in Europa, hanno iniziato a sedimentare un nuovo modo di affrontare l’importante questione dell’educazione infantile e giovanile.

Con un linguaggio chiaro ed essenziale il volume spiega come sia possibile attraverso il “Kids’ Workshop” promuovere i talenti naturali di cui i bambini sono dotati, accrescendo in loro sentimenti come la fiducia, la creatività (spesso negata nei sistemi scolastici occidentali), l’accettazione e il rispetto del prossimo, il tutto attraverso un meccanismo di autoregolamentazione che, sebbene sia sempre monitorato dagli adulti, è di fatto esercitato dai bambini in piena autonomia, secondo quella saggezza interiore che, se non è ostacolata, tende sempre ad emergere in modo costruttivo.

A colpire è anche l’interconnessione che il “Kids’ Workshop” è in grado di generare tra culture differenti, un valore fondamentale nella società contemporanea. Allo stesso modo appaiono evidenti i numerosi e positivi riflessi che può esercitare in ambito familiare, sociale e addirittura politico, qualora i bambini e l’istruzione venissero messi per davvero al centro del dibattito.

Un libro che può rappresentare una guida utile e interessante per proporre un cambiamento sia tra le mura domestiche che in ambito scolastico, a patto che i bambini siano considerati per ciò che sono veramente: persone a cui vanno riconosciuti diritti, qualità e talenti.

ANDREA

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